martedì, 09 febbraio 2010
La risposta de Il Fatto Quotidiano: "probabile", "inavvertitamente", "NESSUN FINE DI LUCRO"
Finalmente è arrivata la risposta dal Web Producer del blog Antefatto.it. Purtroppo le cose non vanno bene, leggete sotto la mia risposta:
//Entrambe le mail in data 09/02/2009//
Salve Marco, sono Vincenzo il web producer di Antefatto.it (il blog de Il Fatto Quotidiano).
Scusaci davvero se ti rispondo solo ora. Andiamo al dunque, si è probabile che la porzione di immagine che abbiamo usato per quel banner sia stata inavvertitamente prelevata tra le migliaia di foto su flickr o su google immagini.
Ti siamo grati del tuo lavoro e ci dispiace non averti citato, in ogni caso posso assolutamente affermare di essermi attenuto al nuovo comma1-bis dell'articolo 70 sulla legge del diritto d'autore, che permette l'uso libero di immagini, musica a bassa risoluzione. Noi abbiamo fatto anche di più perchè abbiamo usato una sola porzione della tua foto e sopratutto ti ricordo che il blog non ha nessun fine di lucro ma la sua lettura è libera.
Saluti
V.R.
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Salve Vincenzo,
le parole "probabile" e "inavvertitamente" mi lasciano parecchio perplesso dato che arrivano da un web producer, responsabile professionale dei contenuti pubblicati sul blog di una testata giornalistica.
Le migliaia di foto su Flickr e Google hanno tutte un autore, a cui molto spesso (come nel mio caso) è facile risalire. Infatti, come ho scritto nella mia prima mail, sono stato contattato dal mensile tedesco "Journalist" ( http://www.journalist.de ) che mi ha chiesto l'autorizzazione per pubblicarla e mi ha retribuito.
Come mai voi non lo avete fatto? Forse la vostra politica professionale è prelevare foto dal web all'impazzata senza preoccuparvi dei diritti d'autore? In questo caso Germania-Italia (1-0).
Hai citato l'Art. 70, dunque riporto il testo:
Testo Art. 70 Legge 633/1941 (consolidato)
1. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.
1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell'università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all'uso didattico o scientifico di cui al presente comma.
2. Nelle antologie ad uso scolastico la riproduzione non può superare la misura determinata dal regolamento, il quale fissa la modalità per la determinazione dell'equo compenso.
3. Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell'opera, dei nomi dell'autore, dell'editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull'opera riprodotta.
Testo completo
La mia foto è stata prelevata e modificata a uso didattico o scientifico? Non mi pare.
Voi avete prelevato, modificato la mia opera e costituito un banner pubblicitario pubblicato sul blog per pubblicizzare la copertura del giornale: questo non è a fine di lucro? C'è bisogno che ricordi che tramite il blog è possibile sottoscrivere abbonamenti (come io stesso ho fatto) e che nel footer figura "Editoriale il Fatto S.p.A. C.F. e P.IVA 10460121006"? Interessante: un blog non a scopo di lucro che permette la sottoscrizione di abbonamenti e indica la Partita IVA.
Il Fatto Quotidiano non riceve contributi statali, ma non mi pare che sia fondato su una ONLUS, almeno dalla vendita e dalla pubblicità dovrà guadagnare qualcosa per stare in piedi!?
Mi stupisco come davanti ai fatti continuate a negare l'evidenza.
Per quanto mi riguarda non è mai stata una questione finanziaria, ma di buon senso, e una tale risposta non fa altro che aggravare la vostra posizione e il mio risentimento.
Da abbonato sento di consigliare vivamente a tutta la redazione, ma al Direttore Padellaro in primis, di tenere d'occhio maggiormente le politiche di pubblicazione dei contenuti e la gestione della comunicazione con i lettori.
Se prima ero aperto a tollerare l'utilizzo della mia opera, almeno previo ringraziamento per il contributo (ma solo perché abbonato e sostenitore), ora sento di indicare solo una possibile soluzione:
togliere il banner e fornire a me pubbliche scuse sul blog per l'utilizzo scorretto della mia foto.
Marco
14:14
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lunedì, 08 febbraio 2010
Il Fatto Quotidiano, la mia foto sul banner e il silenzio (3 mail senza risposta)
Pubblico una mia corrispondenza (a ora, senza risposta) con la redazione de Il Fatto Quotidiano in merito all'utilizzo di una mia foto pubblicata su Flickr per la creazione di un banner sul blog Antefatto (in basso a destra):
//La mail in data 08/02/2009//
Ammutolita redazione de Il Fatto Quotidiano,
questa è la terza mail che vi scrivo su questa faccenda. Ho ricevuto la notifica di lettura, ma della vostra risposta nemmeno l'ombra di un pixel. Penso che dovreste curare un po di più le relazioni con i vostri abbonati, o quello nei miei confronti è un caso di ignoranza mirata?
Vorrei ricordarvi alcune questioni relative al Copyright:
gli oneri relativi al diritto d’autore all’interno di una casa editrice rientrano nelle attività immateriali insieme a marchi, brevetti, spese di bilancio pubblicitario e spese di avviamento. Si tratta di diritti di utilizzazione di opere dell’ingegno o debiti di funzionamento verso autori per diritti maturati.
Esiste una normativa, legge 633 del 22 aprile del 1941, a cui attenersi per operare e stipulare contratti editoriali. La legge tutela qualsiasi opera dell’ingegno in un duplice modo: diritto morale, quindi diritto alla paternità dell’opera e alla tutela della sua integrità, fino al limite di prevedere il ritiro dal commercio di un’opera non autorizzata, e diritto patrimoniale, e cioè il diritto allo sfruttamento economico derivante dalla sua commercializzazione.
Non so chi legge le mail in redazione ma mi piacerebbe che questa comunicazione arrivasse al Direttore Padellaro. Vi informo che sto pubblicando il mio tentativo di corrispondenza sul mio blog personale, e sono sentitamente risentito dalla vostra disattenzione in merito. Mi chiedo se al posto del dialogo dovrei cercare l'appoggio di un legale, ma voglio pensare per adesso che ci siano altri modi per risolvere controversie di questo tipo tra persone per bene.
Mi appello al senso di legalità che traspira dalle vostre pagine affinché i diritti di un cittadino qualunque non vengano messi da parte e ignorati anche da voi che fondate la vostra credibilità proprio su questo.
Marco
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//La mail in data 03/02/2009//
Cara redazione de Il Fatto Quotidiano,
sono un vostro affezionato abbonato e vi avevo scritto in data 19/12/2009 segnalandovi la paternità dell'immagine che continuate a usare nel banner che pubblicizza le nuove zone coperte dal giornale ( http://bit.ly/cYjVRg ).
Devo dire la verità, mi aspettavo almeno un ringraziamento da parte vostra per l'utilizzo della foto, coperta da copyright su Flickr mediante licenza Creative Commons, e una replica ai miei auguri di buone feste, ma così non è stato.
Alla luce del caso "The Independent" ( http://bit.ly/cEokiC ) nel quale il quotidiano inglese si è trovato a dover chiedere scusa e pagare per una foto di un utente Flickr, mi chiedo se anche per voi arriverà l'illuminazione con un po di gratitudine per un'opera prelevata, modificata e utilizzata senza consenso dell'autore.
Purtroppo mi trovo costretto a fare un confronto fra le vostre modalità e quelle del mensile tedesco "Journalist" che per la stessa foto, pubblicata sul numero di Novembre, mi ha contattato e retribuito.
Se un quotidiano vuole proporsi come innovatore, a mio parere, dovrebbe curare anche questi piccoli (ma grandi) aspetti redazionali che dicono qualcosa anche sulla linea e lo stile della testata.
Vi saluto con rispetto e speranzoso di una vostra risposta,
Marco
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//La mail in data 19/12/2009//
Cara redazione,
da sardo sono felice che Il Fatto adesso sia distribuito anche da noi in Sardegna e in Sicilia. Da fotografo volevo comunicarvi che la foto con il dettaglio della testata, che avete usato nel banner sul blog per promuovere l'evento, è opera mia ( http://www.flickr.com/photos/menumarco/3946542969/ ). Non vi preoccupate, non vi sto scrivendo per chiedervi i diritti (ci mancherebbe altro...) ma per fare i miei più sentiti auguri di Buon Natale e felice 2010 a tutta la redazione!
Pace
Marco
20:12
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martedì, 02 febbraio 2010
Perché un Nobel per la Pace a Internet?

Dopo mesi di navigazione, dibattito con amici e colleghi, letture su Wired e riflessioni più o meno approfondite mi giunge la notizia da parte di Riccardo Luna su Twitter che è stata presentata ufficialmente a Oslo la candidatura di Internet a Nobel per la Pace 2010. Quale migliore occasione per fare il punto sulla questione?
Devo essere sincero, la prima impressione che ho avuto sentendo Luna cinguettare i primi concetti a riguardo, è stata di stupore e interesse, quasi già sottoscrivevo (è un bello spot a favore di Internet, niente da dire) ma pochi minuti dopo ero già sui miei libri e in rete per farmi un'opinione più strutturata e approfondita.
Amo Internet da quando so che esiste (forse anche da prima), ma soprattutto da quando ho iniziato a studiarne le potenzialità. I meccanismi dei media mi hanno sempre affascinato. La mia tesina di quinta al liceo aveva come titolo "L'Era dei Mass Media" e da sempre ho tenuto a confronto la filosofia del linguaggio, la tecnologia e la storia dell'uomo. Penso che su questi temi investirò le energie di una vita, e so già che non basteranno a saziare la mia voglia di migliorare il pianeta che mi ospita, (comprensivo di essere viventi, acqua e minerali ovviamente).
Internet non è un media qualunque, si può definire il media dei media perché idealmente può contenere tutto il sapere umano.
Ma potrà mai contenere l'uomo?
McLuhan, illuminato sociologo del linguaggio, afferma "il media è il messaggio", ma io mi domando allora "qual'è il messaggio di Internet?"
Per chi sottoscrive l'appello a favore del Premio Nobel per la Pace a internet, penso che la risposta sia "un messaggio di pace". Ma è davvero un ragionamento universale e universalizzabile?
Io definirei quello di Internet "un messaggio di libertà" piuttosto che di pace (non per niente nasce per scopi militari negli Stati Uniti, paese che fonda la sua politica sulla libertà, la sua, non di certo sulla pace). La differenza tra pace e libertà passa per le scelte. L'uomo ha sempre potuto operare scelte che ruotavano attorno all'utilizzo della tecnologia e del linguaggio, agendo in base al raggiungimento di uno scopo in relazione al contesto in cui si trovava a vivere.
Internet sta diventando forse un grande ambiente dove tutti (o la maggiorparte) agiscono per la pace? Come è possibile dato che non tutti vivono nello stesso ambiente? Basta dare uno sguardo anche solo all'occorrenza dei termini "war" e "peace" in rete per rendersi conto di quale sia lo squilibrio fra queste due forze. E' così anche all'interno dell'uomo?
Se Internet per la Pace voleva essere invece un grande spot adatto a pubblicizzare questa formidabile tecnologia per portare sempre più utenti in rete, capisco l'idea, ma non la condivido. Come al solito bisogna capire gli scopi per cui determinate azioni vengono messe in atto, e gli scopi non possono sempre essere quelli dichiarati, anche perché sono convinto che il nostro controllo sulla sfera istintiva è relativo e non del tutto cosciente.
Non penso che Luna e tutti gli altri ambasciatori abbiano agito in malafede, anzi penso che la loro buona fede sia assoluta, ma non mi trovo nella prospettiva di appoggiare questa iniziativa per il vizio di fondo che ho già spiegato: internet è un messaggio di libertà, non necessariamente di pace, e la differenza tra pace e libertà passa dalle scelte dell'uomo. Dire che la rete è già di per se un messaggio, strumento o veicolo di Pace, taglia la libertà di scelta, e costituisce perciò una violazione della libertà. Non si arriva alla Pace tramite i consigli o, ancora peggio, le imposizioni.
Mi capita spesso di prendere spunto da grandi uomini e grandi idee che hanno segnato la storia: devo ricordare che Gandhi non ha mai ricevuto il Premio Nobel per la Pace, pur essendo stato nominato ben 5 volte.
Il mio appello finale vuole rivolgersi a quelle persone che hanno l'energia di agire concretamente per la pace: creiamo la pace in ogni contesto. Il primo passo è crearla e contemplarla dentro noi stessi, il secondo è trasmetterla e condividerla in ogni momento della vita quotidiana e senza discriminazioni. Il terzo è non aver paura di perdere quello che abbiamo attorno a noi, perché chi abbraccia la pace vive nel futuro.
"Un errore non diventa verità perché moltiplicato e diffuso, né un errore diventa verità perché nessuno lo vede. La verità esiste, anche se non vi è alcun sostegno pubblico. Si sostiene da sé."
Mahatma Gandhi
Segnalo anche un interessante articolo di Livio Milanesio sulla Webzine di Apogeo Online
13:54
Scritto da : menu.maluentu
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mercoledì, 27 gennaio 2010
Meditate che questo è stato: olocausto
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo.
Come una rana d'inverno
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi (174517)
Nedo Fiano, ex deportato, racconta ai ragazzi la tragedia dell'olocausto.
10:47
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