Habemus Papam di Nanni Moretti

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Un Papa, ma prima di tutto un uomo, che si trova a fare i conti con una grande responsabilità. Il disegno di un’esperienza umana che non riguarda solo la Chiesa in quanto istituzione, ma racconta il nostro tempo, fatto di mutamenti fra i quali orientarsi non è mai cosa banale. Una profonda e difficile ricerca dell’identità che ci accomuna all’interno di scenari sociali che variano con estrema rapidità, e davanti ai quali è necessario scegliere tra il confronto, la condivisione o l’isolamento.

Questa è una storia che prima o poi qualcuno doveva raccontare. E non è un caso che a farlo sia stato proprio Nanni Moretti. C’è molto di autoriale e autobiografico, come in tutte le sue pellicole d’altronde, ma è l’interpretazione di Michel Piccoli a rendere emozionante lo scandire delle scene.

Un continuo rimbalzo tra le mura interne del Vaticano, entro le quali regnano il conflitto, gli accordi, le finzioni, e una Roma teatro della riscoperta spirituale della vita: il risultato è una frammentazione, forse troppo marcata, che genera ansia e attesa, e perciò sofferenza, seppur scandita dai ritmi della commedia.

É il grande quadro dell’eterna realtà umana e naturale: “cambia, todo cambia”. L’informazione, il rapporto con se stessi e con gli altri, il disagio, ma anche il gioco e le risate in un evolversi che Moretti non può prescindere dal rappresentare quale grande processo di secolarizzazione che caratterizza il nostro tempo.

Si può parlare di spiritualità con intelligenza, pur essendo atei. E si può anche dare senso a un’umiltà rivoluzionaria, divina, che è in Cristo perché appartiene all’uomo. Il miglior Papa della storia, che nei fatti rompe gli schemi del potere per abbracciare il cambiamento, senza la presunzione di insegnare qualcosa a qualcuno, e proprio per questo rappresenta un grande esempio. Che purtroppo in molti hanno fatto finta, o non hanno voluto capire.

 

Habemus Papam di Nanni Morettiultima modifica: 2011-05-01T00:45:00+00:00da menu.maluentu
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