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mercoledì, 10 novembre 2010

Il caso di Gary McKinnon: 70 anni di carcere per i segreti sugli UFO

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Gary McKinnon non è un pazzo.

Nel 2001 ha violato i sistemi della NASA e del Pentagono alla ricerca di prove sull'esistenza degli UFO.

Ora rischia l'estradizione dall'Inghilterra agli USA e 70 anni di carcere per quella che è stato definita "la più grande intrusione informatica, su computer appartenenti alla difesa, che si sia mai verificata in tutti i tempi."

Vi consiglio la lettura del post di @jovanz74 ("Il ragazzo che giocava con gli UFO") e la visione dei video con le interviste a Cameron, Obama e allo stesso Gary.

 

 

Ecco il mio commento al post:

Bravo Jo. Giustissimo evidenziare il caso di Gary, per questo oggi mi unirò per la prima volta all’azione di #Gilda35. Ci tengo tuttavia a chiarire che secondo me Gary è tutt’altro che pazzo. L’idea che esistano segreti che riguardano l’umanità (ma fossero anche solo piccole comunità), nascosti in database inaccessibili (niente è inaccessibile) mi indigna profondamente.

Chi decide, e su quale base, con quali criteri, di nascondere al mondo queste informazioni? E perché noi cittadini non dovremmo pretendere di accedervi e divulgarle? Non sono forse patrimonio della conoscenza umana?

Articolo 19 della “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”:

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

E’ su queste parole, su questi principi che rifletto quando penso, fra i tanti, al caso Gary.

Il suo è un gesto di grande coraggio, per compiere il quale, è vero, serve un po di follia. E’ la follia di chi cerca la verità e crede ostinatamente nella libertà.

Per questo, lo devo ammettere, anche io mi sento un po Gary McKinnon.

 

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